La forma simbolica del Cuore così come la conosciamo non è un falso o pura fantasia, no. Lo dice la ricerca “The origin of the popular iconic heart symbol: fiction or facts?”, ed è tutto documentato e pubblicato sulla rivista scientifica, specializzata: Journal of Visual Communication in Medicine. Le immagini sono straordinarie.
In pratica durante le procedure di ricanalizzazione CTO, dopo le iniezioni contemporanee, delle arterie destra e sinistra si evidenzia l’immagine iconica del Cuore a noi nota.
Incarnare il Cuore vuol dire abbracciare il bene e il male, il bianco e il nero, il buio e la luce, in pratica tutto ciò che ci circonda, ma anche quel che canta all’interno, dentro il nostro tempio fisico.
Il Cuore è il maestro e la mente, il corpo, le emozioni i sui discepoli e le sue discepole.
Il Cuore è la linfa vitale che muove ogni vita.
Il Cuore si riconosce nella natura delle cose e come il fiore di loto non si macchia mai. È incontaminato e integro nella sua manifestazione espansa nell’Universo.
È l’emblema dell’armonia divina, guida tutti, tutte e tutto con profonda consapevolezza e compassione.
Il Cuore è pura vitalità che si esprime tra un palpito e l’altro.
Incarnare il Cuore è essenziale e non c’è sforzo in questo.
Lasciarsi condurre dal battito cardiaco è l’unico viaggio che si possa fare per arrivare a sentire la gioia.
Se si desidera ascoltare il Cuore bisogna fermare tutto il resto, tranne il respiro che è un ottimo compagno di scorribande.
Il Cuore parla una lingua che abbiamo dimenticato e possiamo riconquistare, ovviamente non attraverso un corso intensivo, ma interagendo con il suo ritmo.
Il Cuore è l’essenza che vive dentro e fuori di noi.
È fondamentale l’attività del Cuore per seminare buoni semi e che naturalmente crescono ovunque, anche nelle terre impure, trasformandole in meravigliosi giardini fioriti.
Incarnare il Cuore ha un non so che di spirituale, ogni riferimento alla religione è puramente casuale.
Immagine: Journal of Visual Communication in Medicine.