L’incontro con le amiche e gli amici di Cuore di libro

si è svolto, come al solito, alla libreria Tasso a Sorrento.
È indubbiamente una gioia esprimere la propria visione, in grande libertà, a proposito di ciò che si decide di leggere. In pratica è un privilegio guardarsi e riuscire a vedersi nella totalità, ogni volta.
La maestra di Josè Antonio Lucero, il romanzo scelto, ha già nelle prime quattro pagine, nel prologo, un mondo che si fa strada: i capi d’imputazione, la sentenza di revoca del titolo di abilitazione all’insegnamento rilasciato dalla Scuola Normale di Siviglia e l’interdizione perpetua dal pubblico ufficio di docente, in più un consiglio da un uomo della Commissione: “Vada avanti con la sua vita. Si è sposata, no? Faccia dei figli e cerchi di educarli nelle Fede. Così potrà espiare la sua colpa.” L’autore manifesta immediatamente, non girandoci intorno, lo scenario in cui Eulalia, la protagonista, si muoverà e lo fa con una scrittura audace nella sua immensa semplicità. Muove le parole con destrezza e immaginazione, dando a chi legge la possibilità di creare particolari scene come in un film.
Nel romanzo, Lali, Eulalia, ha una vita intensa, oltre al fatto di mostrare come riuscire ad amare la matematica a una bambina, e che la dice lunga su quanto conti il modo in cui si propone qualcosa a qualcuno.
I personaggi seguono un percorso che va dalla banale danza del fumo di sigarette davanti ai visi a molto altro, Lucero guida il lettore attraverso gli accadimenti, mantenendo un equilibrio tra la sua aspirazione a raccontare e il suo punto vista, che emerge tra le righe.
E chiude, a mio parere, con un finale incoraggiante e un finalissimo commovente.
José Antonio Lucero è uno scrittore, laureato in storia, professore di lingua e letteratura spagnola; collabora con numerosi media digitali.
La maestra è un bestseller in corso di pubblicazione in numerose lingue.
Ma ascoltiamo le amiche lettrici che condividono con passione il loro pensiero.
Ornella Cuomo “Gradevole come viene raccontata la figura della supplente, in questo caso, che riesce a fare lezione e a provare empatia verso dei giovani ragazzi, quanto una maestra “titolare” di ruolo.
Credo che dipenda anche dal fatto che Eulalia, pur non avendoli nella sua istintività intellettuale, fa suoi i valori di libertà e di ascolto che la “titolare”, avendo un temperamento risoluto, porta avanti con vigore.
Perciò, la riflessione potrebbe essere che ogni individuo, incrociato lungo la strada, influenza la nostra vita, e per di più in Eulalia il terreno era fertile
L’unica pecca, forse, è che a tratti mi è sembrato un po’ troppo ripetitivo, avrei preferito dei tagli che rendessero la narrazione più essenziale. Comunque, direi un romanzo che ho gradito..
E leggendo mi è venuto il desiderio di approfondire gli eventi accaduti in Spagna durante il pre-franchismo e il franchismo, poiché l’abbiamo studiato, ma in modo superficiale, almeno per quel che mi riguarda.”
Nella Pane “La personalità delle due maestre è molto ben delineata, mentre le circostanze sono un po’ ripetute nella prima metà del libro. Poi diventa più interessante, perché c’è la ricerca di alcune persone e questo mantiene attivi, attenti, finché non si arriva al colpo di scena inaspettato che alla fine pacifica ogni cosa e lascia soddisfatti. È un po’ ridondante, secondo me, non ho ravvisato il dono della sintesi tra le pagine lette. Interessante e abbastanza ben definito il periodo storico franchista con tutte le persecuzioni che ci sono state.”
Angela Ansalone “Mi è piaciuto. Soltanto, per me, eccessivamente lungo e con delle ripetizioni, nel senso che poteva essere più stringato il racconto. Sicuramente è un ottimo spaccato del momento buio della dittatura di Franco che fa rabbrividire e quello è il sottofondo importante che conduce tutta la vicenda in una situazione piuttosto restrittiva, repressiva, e quindi dà la certezza che la dittatura è veramente terribile. Ho trovato di straordinaria bellezza vari passaggi, ma non posso spoilerare altro, dato che c’è chi non lo ha ancora letto.”
Paola Pagnotti “Finalmente dopo le ultime deludenti letture, un libro che ho letto volentieri, scritto bene, tradotto egregiamente e che soprattutto mi ha emozionato. Ancora adesso, una volta girata l’ultima pagina, mi fa pensare. Mi fa pensare a ciò che non ho mai smesso di sostenere: l’insegnamento è un mestiere che nonostante le difficoltà e le responsabilità riempie il cuore. C’è un passo, in questo romanzo, che riporta esattamente un concetto in cui credo tanto: “l’istruzione resta l’unico modo per creare persone libere”.”
Sorseggiando una tisana alla vaniglia e cannella, preparata da Angela Cacace che con amore e amicizia immancabilmente, ci accoglie in libreria, la scelta per il prossimo appuntamento è all’improvviso diventata “multi romanzesca”, per dire che ognuno potrà leggere quel che vuole e così le opere saranno: “Il valore delle cose” di Serena Cappellozza; “Espiazione”, “Quello che possiamo sapere”, “Miele”, “Solar” e “Lezioni” di lan McEwan.