“Il valore delle cose” di Serena Cappellozza; “Espiazione”, “Quello che possiamo sapere”, “Miele” e “Lezioni” di Ian McEwan

Le amiche lettrici di Cuore di libro

sono pronte a cimentarsi in questa avventura “multi romanzesca”, come giocosamente l’ho definita. 

Una novità che ci stuzzica abbastanza. Io stavolta non ho letto nulla, giacché ho qualche “arretrato” da consolidare. Certamente “non mancherò” in futuro. O almeno spero.

Ci siamo date appuntamento, rigorosamente, alla libreria Tasso a Sorrento, dove l’accoglienza non manca mai di essere, ipotizzo, il sogno un po’ di tutti i lettori e le lettrici, meravigliosamente avvolgente come un abbraccio cuore a cuore. 

I romanzi scelti, soltanto per ricordare, erano: Il valore delle cose di Serena Cappellozza; Espiazione, Quello che possiamo sapere, Miele, Solar, che è stato ricusato all’ultimo momento, e Lezioni di lan McEwan.

Serena Cappellozza è laureata in Lingue e Letterature straniere, insegna a Portogruaro. 

Nel 2017 ha pubblicato una raccolta di romanzi umoristici.

Nel 2023 esce Il suo romanzo “Strada inferno”. 

Nel 2025 Il valore delle cose inaugura la serie di romanzi gialli che hanno come protagonista Mirna Pagani.

Ian McEwan è autore di due raccolte di racconti: Primo amore, ultimi riti e Fra le lenzuola; un libro per ragazzi: L’inventore di sogni; un libretto d’opera: For You; I saggi: Invito alla meraviglia, Blues della fine del mondo e Lo spazio dell’immaginazione; i romanzi: Il mio romanzo viola profumato, Il giardino di cemento, Cortesie per gli ospiti, Bambini nel tempo, Lettera a Berlino, Cani neri, Amsterdam, Sabato, Solar, Miele, Nel guscio, Macchine come me, Lo scarafaggio, Lezioni e Quello che possiamo sapere. Dai romanzi: L’amore fatale, Espiazione, Chesil Beach e La ballata di Adam Henry sono stati realizzati adattamenti per il grande schermo. Tutti i libri di Ian McEwan sono pubblicati in Italia da Einaudi.

Il punto di vista dell’autrice e dell’autore, brevemente…


“Ho sempre amato i gialli fin da piccola, leggevo i gialli per ragazzi. Poi mi piace la sfida di creare un enigma che impegni il lettore nella ricerca della soluzione. Una delle difficoltà maggiori per me è realizzare una scaletta che non venga sconvolta ogni due per tre. Purtroppo ho una fantasia caotica che mi richiede poi di lavorare molto alla revisione del testo. Il giallo deve essere un meccanismo perfetto e se ti trovi a cambiare qualcosa in corso d’opera poi è complesso risistemare. Inoltre la fase di ricerca è sempre impegnativa.” Serena Cappellozza

“Ho cinquantadue anni e mi dedico seriamente alla scrittura da quando ne avevo ventuno. Mi capita frequentemente di domandarmi se scrivere stia diventando più facile. Temo che la risposta sia no. A quanto pare scrivere non è un’attività che si semplifica con l’andare del tempo; non è possibile “buttare giù” un romanzo solo perché fai questo mestiere da qualche decennio. Certe volte mi pare che la questione si riduca a un problema di forma fisica: scrivere richiede un’enorme quantità di energia. Invecchiare non aiuta. È fondamentale convincersi di avere tra le mani qualcosa di nuovo, di fresco, qualcosa che sia decisamente diverso da tutto ciò che l’ha preceduto, anche se può trattarsi solo di un’illusione. Poi naturalmente occorrerà scavare più a fondo ogni volta e compiere ricerche accurate per arrivare a un materiale che non assomigli a quello già utilizzato. Con il passare degli anni sai sempre qualcosa di più sulle tue abitudini mentali, sulla struttura dei tuoi pensieri. Diventi scettico e vuoi evitare il più possibile di ripeterti. Continuo a credere che tra un romanzo e l’altro sia necessario inserire un pezzo di vita; mi pare che ogni romanzo debba essere scritto da una persona leggermente diversa.” lan McEwan, Bbc Radio 3, novembre 2000.

È arrivato il momento di ascoltare chi, con vivacità di pensiero condivide, instancabilmente, la propria visione in uno scambio armonioso, creando un arricchimento reciproco.

Angela Ansalone   “Io ho letto Miele di McEwan.

Non amo gli autori anglosassoni e questo consolida il mio sentimento. Spiego il perché:

È una scrittura densa di storie nella storia, perciò richiede tutta l’attenzione possibile.

Fa riferimento a luoghi che non conosco e che non rende immaginabili nelle descrizioni. Quindi, nomi di strade, quartieri e luoghi non visualizzabili.

Non trovo un’introspezione dei personaggi che risuoni con la mia richiesta emotiva. 

Questi i tre motivi fondamentali.

Le ultime 100 pagine diventano improvvisamente attrattive, visto che va all’essenza del sentire dei personaggi e finalmente permette di entrare nel loro mondo. Le prime 200 sono a tratti interessanti per lo svolgersi degli eventi ma troppo piene di elementi che appesantiscono e a momenti annoiano.

Non ne consiglierei la lettura, visto che non ha dato alcun apporto al mio bisogno di conoscenza, soprattutto, interiore.”

Agnieszka Skibinska   “Io ho scelto Espiazione di McEwan.

Mi sta piacendo tanto, non so come sarà il mio giudizio finale, tenendo conto che sono a metà del romanzo, ma suppongo che non cambierà molto, poiché trovo che sia scritto benissimo. L’autore descrive le situazioni e i personaggi in maniera straordinaria. Al punto da suscitare emozioni. Indubbiamente non è allegro. Oltretutto, si sa come va a finire, dato che ne è stato fatto un film.

Il mio pensiero è che spesso McEwan dia rilevanza al fatto che una “piccola cosa”, specialmente non chiarita, possa cambiare la vita delle persone, rovinandole completamente e infatti in Espiazione succede questo. In pratica, una ragazzina esaltata sostiene che un ragazzo, innamorato della sorella, l’abbia violentata e di conseguenza va in prigione. Non aggiungo altro per non rivelare ulteriori particolari.”

Nora Rizzi   “La lettura di Lezioni

mi fa ritenere che McEwan sia un disturbato mentale, perché nella complessità dell’opera spezzetta gli episodi in modo tale da confondere il lettore, e, a mio parere, non si riesce a seguire. Addirittura, io ho avuto bisogno di crearmi uno schema per poter ricucire quello che dice e trovare un legame, una continuità, tra gli eventi narrati.

In Lezioni racconta di un ragazzino che sta imparando a suonare il pianoforte e che la maestra lo bacia e se lo fa. In sostanza è un’esperienza che lo ha turbato per tutta la vita. Poi in seguito, da grande, rincontra l’insegnante e ricominciano una relazione.

Per arrivare a capire queste “quattro cose” ho penato, considerando che l’autore passava da una cosa all’altra, poi a un’altra ancora, continuamente.”

Ornella Cuomo   “Io non ho terminato Il valore delle cose di Serena Cappellozza, però devo dire che la protagonista è divertente; la forma espressiva utilizzata è di mio gradimento e non vedo l’ora di arrivare alla fine.”

Nella Pane   “Per me è stato piacevole leggere Il valore delle cose di Serena Cappellozza.

L’autrice sviluppa benissimo la vicenda, ricreando anche l’atmosfera della laguna, del Veneto, ambienti che noi conosciamo poco, vivendo in un’altra zona.

I personaggi sono ben delineati. La protagonista, Mirna, è una donna vera, una poliziotta, con tutte le sue debolezze.

Devo precisare che i gialli non sono il mio genere e all’inizio ero un po’ perplessa, invece è stata una scelta positiva.”

Angela Cacace   “La mia preferenza è andata a Quello che possiamo sapere di McEwan.

Credo che colpisca per l’impianto e per l’idea di base, entrambe notevolmente solide e stimolanti. Ma la lettura per me è stata di tanto in tanto faticosa. Lo stile è fortemente descrittivo e tende spesso a soffermarsi su dettagli che rallentano il ritmo, rendendo più impegnativo mantenere la concentrazione.

In conclusione è un romanzo che, secondo me, può risultare pesante per chi predilige una narrazione scorrevole e dinamica.”

Questa volta Angela, che ci ospita, con il suo consueto fare da “angelo” e ovviamente viene da notare che il nome non la smentisce, si è rammaricata di aver dimenticato il bollitore a casa e di non poter preparare una tisana per noi. Chiaramente la cosa ci ha fatto sorridere con simpatia.

Tra un discorso e l’altro, Paola Pagnotti, un’amica lettrice, ci ha deliziato, leggendo il racconto Padiglione Avellino di Maurizio Sorrentino tratto dall’antologia Napoletani per sempre, a cura di Paquito Catanzaro e Simona Vitale. Ripeteremo con entusiasmo questi attimi di lettura durante i nostri incontri, intanto, per il prossimo, il romanzo scelto, dopo una attenta valutazione, è Pesca estiva in Lapponia di Juhani Karila.

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