“C’è modo e modo” è facile da capire, eppure sembrerebbe non appetibile, per molti, come idea.
E non esiste una categoria in particolare che sia carente o sprovvista, che dir si voglia, a priori del “c’è modo e modo”.
Sarà per incuria, sbadataggine, ignoranza, o per altri motivi, ma, purtroppo, un concetto all’apparenza così semplice non attecchisce agevolmente nel cervello di alcuni individui.
Potrebbe essere, perché sia considerata una visione di valore inferiore ad altri punti di vista, del genere “non è importante cosa si faccia, l’importante è fare”, che non è di certo simile al pensiero di Gandhi, anzi, sembrerebbe un depistaggio a favore del menefreghismo più sfrenato.
Ciò induce parecchie persone a non avere un minimo di controllo sui propri istinti, e può portare a conflitti non soltanto nelle relazioni personali, ma addirittura planetarie ovvero alla guerra.
Le imprese compiute dai grandi esseri umani sono sempre intrise di empatia e saggezza, quelle dei “piccoli” di indifferenza o manipolazione, confermando così che il “modo” definisce l’essere. E sull’argomento c’è vasta letteratura. Avrei, perciò, potuto anche non scriverlo, però siccome non si sa mai, due o tre righi in più non si negano a nessuno.
Ma è così “costoso”, impegnativo, riflettere sul modo di agire prima di agire? Eh, signori miei, “eppur si muove”, escludendo di scomodare Galilei e la Terra, la metterei “terra terra” la questione: “chi se ne importa del modo”, direbbe chi non ha tempo da perdere a studiare, o per decidere, “il modo”, ogni volta che debba muovere un dito. E se poi viene fuori il medio? Il dito intendo. Il vortice si presenta. A meno che il dito medio non appaia in un film, in teatro, in una soap o in una fiction, insomma dove il sangue è vero, meglio ricordare che “c’è modo e modo” e persino il potere nel modo, veramente il potere è ovunque, finanche in una sedia, che ha il potere di piegare i corpi, sì, quando ci si siede la postura subisce una inevitabile modifica. Non è incredibile il compito di una sedia pur non muovendosi di un millimetro? E, da notare, senza procurare danni a chi che sia. I danni semmai li fa chi la sposta, mentre qualcuno sta per appoggiare i propri glutei, nonché i lombi su di essa, oppure chi la realizza con negligenza e quindi potrebbe rompersi sotto il sedere di chiunque, ma di suo è in perfetta linea o sintonia, se si preferisce, con “c’è modo e modo”, peraltro, bisogna dirlo, non riscontrabile a volte in leader di varie nazioni e questo spesso, si è visto, trascina interi popoli verso disavventure che si sarebbero potute evitare, quasi sicuramente. Il “quasi” sta a sottolineare che non sono un oracolo.
Cercare e trovare la strada per imparare a mettere in pratica il “c’è modo e modo” è un buon “modo” per costruire una società ricca di qualità che possono far nascere nuovi pensieri, linguaggi ed esperienze per vivere in armonia in tutti gli ambiti della vita.