Trotula

Trotula de Ruggiero, non un essere umano, non una donna con competenze mediche di altissimo livello, ma un’invenzione molto ben architettata, così tentarono di far credere per tutto il tempo che hanno potuto, dato che alle donne nel medioevo veniva riconosciuto, per certi versi, un valore alquanto misero. Quest’idea che Trotula non fosse mai esistita era avvalorata dalla mancanza di informazioni su di lei. Tant’è che “alcuni studi ipotizzavano che “Trotula” fosse un nome collettivo che riassumeva le conoscenze di diverse medichesse salernitane.”

Resta il fatto che sia ritenuta, dopo varie ricerche, la prima ginecologa della storia e pioniera della medicina medievale, esperta in ostetricia e cosmesi; autrice di trattati fondamentali della Scuola Medica Salernitana. 

Tra l’altro, Trotula è un nome originale che nel significato ricorda una “piccola trota” e a guardare fino in fondo e precisamente in araldica, visto che Trotula, sempre se esistita, pare appartenesse a una famiglia nobile, la trota è simbolo di fedeltà, nonché onestà, e associata all’animo generoso o a chi affronta le avversità. 

Fu portatrice di notevoli innovazioni, sottolineando l’importanza dell’igiene personale, dell’alimentazione equilibrata e l’attività fisica per la tutela della salute, trascendendo l’astrologia, la magia e la religione che venivano utilizzate come cure. 

In ginecologia la sua preparazione era una risorsa per un parto meno doloroso, per il controllo delle nascite e per i disturbi riconducibili alla sessualità femminile, ella era fermamente convinta dell’importanza del piacere e della scelta individuale anche per le donne, non essendo, inoltre, a favore delle imposizioni sociali collettive. Infatti inventò “la medicina per le donne” e il suo trattato “De Passionibus Mulierum Curandarum” (Sulle malattie delle donne) sancisce l’inizio della ginecologia come scienze mediche autonome. 

E nel suo trattato “De Ornatu mulierum”, descrive la bellezza non esclusivamente come aspetto esteriore, ma come pricipio di benessere, equilibrio e rispetto per sé.

Affermava: «La miserevole condizione delle donne, e la grazia in particolare di una che mi ha colpito il cuore, mi hanno indotta a trattare con chiarezza le malattie femminili al fine di poterle curare.»

A leggere taluni suoi rimedi, se autentici, si potrà pure sorridere sarcasticamente, ma la verità è che funzionavano e allora ecco che crolla ogni giudizio irriverente verso una donna che ha, con altruismo, rivoluzionato la medicina nel medioevo e se per qualche ragione, come dicono, Trotula sia stato un uomo o un folto gruppo di donne mediche che importanza può avere? Forse è il nome, il corpo, il sesso, a rendere qualcuno degno di virtù? Le risposte possono portare dignità, volendo avere in animo il bene delle persone, come nel caso di Trotula, a prescindere da chi l’abbia incarnata.

Infine, può essere interessante ricordare che ha ispirato diverse opere, romanzi, libri di medicina e cosmesi, cortometraggi, murales, un sito che divulga storie per bambini ed è considerata un simbolo per il CUG dell’Università Federico II di Napoli.

Fonti: Trotula.it

Immagine dal web

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