Nora Rizzi foto

Il Cuore di Eleonora Rizzi

Quando ho incontrato Nora la prima volta è stato come incontrare un’amica e senza dubbio è così. Ci conosciamo, diciamo, energeticamente, forse da sempre, credo sia per questo che c’è stata immediatamente armonia negli sguardi, nelle parole e in tutto ciò che accadeva attimo dopo attimo.
Ho scoperto all’istante ciò che per Nora è essenziale: la giustizia, l’onestà e la sincerità. 
In lei c’è la consapevolezza della sua forza, la forza di una donna che riesce a lottare senza risparmiare la propria vita, e qui la frase non è tanto per dire, sì perché lei ha rischiato molto per difendere i valori in cui crede.
Certamente non avrebbe potuto fare altro, dato che sin da bambina ha preteso il rispetto delle sue idee perfino dai genitori, dicendo: “Altrimenti mi alzo e me ne vado” e detto da una bambina un certo effetto lo fa, credo. 
Nella sua vita, dedicata ai giovani, per le sue idee ha corso notevoli rischi senza retrocedere mai. 
Se qualcuno le chiede perché ha fatto la preside lei risponde: “Perché come insegnante potevo influire solo sui miei alunni, come preside potevo influire sul territorio.” 
E che preside! Eleonora Rizzi è considerata la “Preside anticamorra”, anche se lei tiene a chiarire che: “Nonostante tutti mi chiamassero “Preside anticamorra” io, come preside, combattevo i cosiddetti “uomini per bene” tipo il senatore Francesco Patriarca, che per me erano più camorristi dei camorristi reali. I miei alunni camorristi facevano i camorristi perché avevano i genitori camorristi ma, sapendoli prendere in una certa maniera, sono più signori dei figli dei professori.”
Nora ha sempre interagito con gli alunni in modo creativo e loro dicevano di lei: “La nostra Preside ten ‘e palle”. 
Ad esempio, mi ha raccontato di quando era costretta a sospendere qualcuno perché aveva fatto qualcosa di inappropriato “I figli dei camorristi li sospendevo per tre giorni e i figli dei professori cinque giorni. Allora i figli dei professori si risentivano “la Preside è ingiusta”, io li mandavo a chiamare e gliele cantavo “Strunz, tu tieni a tuo padre che l’educazione e la cultura ce l’ha e ciononostante fai ‘o strunz. Chillo ‘o pate sta in galera e non tiene nisciuno ca ce dice come si deve comportare. Io devo tenere conto di queste cose! Hai capito?”
I racconti di Nora, per me, sono molto coinvolgenti “Nel 1978, quando assassinarono Aldo Moro, volevano impedirmi di uscire con i miei alunni a manifestare lo sdegno per un fatto che avrebbe cambiato la storia d’Italia, ma si erano dimenticati che per me l’educazione civica non equivale a leggere un libretto, piuttosto è partecipazione, democrazia, conoscenza delle leggi e rispetto per gli altri.” E così Nora e i suoi alunni non si fecero intimorire, uscirono per dichiarare la loro indignazione. Ovviamente le conseguenze non si fecero attendere, il preside denunciò Nora al provveditorato e lei come risposta decise di fare il concorso direttivo, superandolo. 
“Quando iniziai la mia carriera di preside, capii di dover pretendere il rispetto delle regole che non sempre venivano osservate, specialmente dal comune. Mi sono autodenunciata, chiamando l’ente preposto a controllare l’inagibilità igienica, la stabilità e la sicurezza nella scuola.
Al processo, però, venni assolta perché l’Avvocatura dello Stato dimostrò che le responsabilità non erano mie, visto che non potevo, io, eliminare quelle illegalità.
A quel punto, mi sono vista costretta ad andare via da Massalubrense perché la vita era ormai diventata insostenibile e chi ne pagava pesantemente le conseguenze era mio figlio Claudio di otto anni.”
Di certo Nora è diretta ed efficace nelle sue azioni, come quando è riuscita a far intitolare la scuola media di Gragnano a Giancarlo Siani. 
Nora è stata l’artefice di molte iniziative che hanno aiutato tante persone a migliorare la propria vita. 
Io la guardo e la vedo un po’ come una “Guerriera dal cuore d’oro” e ora viene il bello. Udite! Udite! 
“A Pompei si inaugurò il grande magazzino Auchan e, tra il 1993 e il 1994, si venne a creare la possibilità per alcuni “individui” di essere assunti, se in possesso della licenza di terza media: tutta opera del senatore Francesco Patriarca che, come si dice, “ci sapeva fare”.
Il provveditore agli studi mi pregò di fare la presidente degli esami di terza media alla Roncalli dove novanta persone si erano presentate come privatisti. Parlai ai docenti della Roncalli, in modo brutale, chiarendo che agli interni avrebbero pensato loro e agli esterni io. Su novanta che si presentarono, ottantanove furono bocciati e uno promosso.
Mi dovettero scortare i carabinieri, per due mesi.” 
Con Nora non si scherza, oserei dire.
Potrei raccontare ancora molto ma per oggi credo sia abbastanza. 
Nora, con i suoi 80 anni, è piena di vitalità e in continuo divenire.  
Ed è proprio con la sua straordinaria vitalità che ha risposto alle mie domande. 

Al cuore pensi mai?
Se per cuore intendi vita affettiva e sentimenti, sempre!
Se s’intende l’amore, non ci penso più! Già c’è stato!
Cuore/sentimenti significa le mie amicizie, a cui tengo molto; per me l’amicizia è, diciamo, pane quotidiano. Senza l’amicizia mi senterei sola.
Cuore/sentimenti significa i miei affetti, mio figlio che ho voluto contro tutto e contro tutti, non essendo sposata. 
L’amore, per me, era molto importante e il mio compagno, padre di mio figlio, è stata la persona migliore che io abbia incontrato nella mia vita. La nostra storia è durata dal 1970 a quando è morto, nel 2009 e cioè trentanove anni. 

Cosa rappresenta per te il cuore? Una immagine che ti viene in mente.
Il Vesuvio e l’Etna, questi due crateri come le anse del cuore, dentro una vita pulsante che non si vede e può da un momento all’altro eruttare, esplodere, distruggere… ma su quella lava poi si cresce, serve a molto. È la vita! La terra è un cuore! 

Tu hai incontrato cuori, “Maschere” o cosa sul tuo cammino? 
Nell’insieme più “Maschere” però quei cuori che ho incontrato: eccezionali! 
Almeno io trattavo solo quelli, insomma voglio dire, ho evitato tutte le altre persone, mi danno fastidio, per me sono frange che sbattono al vento in cerca di visibilità. 
Ho conosciuto parecchi uomini e donne di cui mi onoravo poter essere amica o la ragazza.

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