La disumana storia di Giséle

Pure volendo sforzarsi smisuratamente, certi avvenimenti rimangono inimmaginabili, almeno per alcuni esseri umani, invece a quanto pare per Dominique Pelicot erano, semplicemente, normali.

E lo sarebbero rimasti se non fosse stato fermato in un centro commerciale intento a girare un video, inquadrando tre donne sotto le gonne. Da qui la scoperta inquietante, sul suo computer vengono rinvenuti molti file registrati dove si vedono evidenti atti di violenza su sua moglie Giséle per un periodo che va dal 2011 al 2020. La donna veniva drogata, resa incosciente e stuprata da altri uomini, cinquanta per la precisione.

Giséle non ricordava nulla, ha appreso dell’accaduto quando i poliziotti le hanno mostrato parte del materiale sequestrato.

Ciò ha fatto sì che rimanesse scioccata, devastata. “Mi sono vista inerte, a letto, mentre mi violentavano. Scene da horror. Usata come una bambola di pezza. Mi è crollato il mondo addosso, cinquant’anni di vita insieme.”

Giséle non riesce a guardare tutte le videoregistrazioni fino al processo nel 2024, quando decide di vederli.

Il tentativo in Tribunale, ad Avignone, di farla passare per un’ubriacona consenziente c’è stato da parte degli avvocati di diversi imputati, ma l’ex marito alla fine ha dichiarato: “Confesso tutti i fatti di cui sono accusato, senza eccezioni. Sono uno stupratore. Lo sono come loro”, rivolgendosi agli altri accusati “tutti loro conoscevano lo stato di mia moglie, sapevano tutto, non possono dire di no. Gisèle non se lo meritava. Ho sottoposto mia moglie, i miei figli, i miei nipoti a questo.

Mi pento di quello che ho fatto. Chiedo perdono anche se so che quello che ho fatto non è perdonabile”.

Sua figlia l’ha descritto come “Uno dei più grandi predatori sessuali degli ultimi anni” e ha raccontato di come l’avesse fotografata nuda, di nascosto, insieme alle due sorellastre.

Per Giséle vedere quei video, uno più atroce dell’altro, è stato un momento estremamente doloroso.

Giséle ha rinunciato all’anonimato e in casi come questo è indubbiamente da eroine. La sua grande speranza è che si abbandoni la paura di denunciare.

Moltissime donne in Francia si sono mobilitate per farle sentire il loro sostegno e con lei si battono coraggiosamente affinché la violenza sulle donne diventi un brutto ricordo da dimenticare.

Immagine: The New York Times

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