Nello Salza suona

Il Cuore di Nello Salza

Nello Salza, che tutti identificano come “La tromba del cinema italiano” o “La tromba da Oscar”, è un musicista, classico e accademico, che esprime con immensa dedizione la genialità che abita in lui.
L’8 luglio scorso, nel Chiostro di San Francesco a Sorrento, Nello Salza in un omaggio a Ennio Morricone, con la sua tromba, ha generosamente donato agli spettatori la bellezza in ogni nota, e io, personalmente, mi sono sentita trasportare in un meraviglioso mondo di pace.
I maestri pare che non trasmettano soltanto il loro sapere, ma soprattutto la loro essenza e così facendo seminano nei cuori degli ascoltatori la gioia di vivere.
Nello Salza e la sua tromba sono in perfetta armonia. Le note si diffondono, come la luce del sole, in modo divino.
E anche quando racconta o quando s’infastidisce se qualcuno gli scatta una foto mentre sta suonando: “Mi da fastidio la luce, spegnete i telefonini. State rilassati e ascoltate la musica”, il suo equilibrio è straordinario.
Ha suonato per 35 anni con Ennio Morricone, una collaborazione indelebile nella vita artistica, e non solo, di Nello Salza.
In particolare l’8 luglio ci ha estasiati con le musiche di alcune colonne sonore del Maestro Ennio Morricone, riascoltarle è stato un privilegio.
Lui che spiega, e fa sentire gli “Ostinati” al pubblico, è eccezionale. E gli aneddoti, sul Maestro Morricone, che lo coinvolgono sono ricordi indimenticabili, si commuove.
Mentre suona e quando racconta ho intravisto il cuore del bambino che vive tutto senza giudizio, con lo sguardo puro. I bambini, come si sa, giocano sul serio. Si muove, si ferma, sparisce un attimo dietro le quinte, mentre gli altri musicisti suonano: Vincenzo Romano al pianoforte, David Medina al basso e Gianfranco Romano alla batteria. Nello torna, prende la sua tromba e ricomincia a suonare. È sé stesso con grande amore.
Una vita con la musica in tutto il suo essere, umano, direi. Ed è con la stessa umanità che ha accettato di rispondere alle mie domande.

Il cuore ha una melodia particolare?
È un insieme di cose, non è che il cuore abbia una melodia particolare, innanzitutto, per esempio, un esecutore deve emozionarsi lui per primo, si emoziona un po’ perché sta facendo un concerto e un po’ per la musica che sta eseguendo, bisogna trovare una via di mezzo affinché l’emozione non diventi panico, perché non è facile gestire lo strumento a fiato: fa caldo, fa freddo, manca la saliva. È fondamentale avere il cuore da una parte, la freddezza dell’esecutore dall’altra e infine il modo per far capire quello che si vuole fare.
Ecco quello è l’equilibrio.
Per me non cambia se suono in un teatro di provincia o davanti ai templi di Paestum, io non guardo i templi di Paestum, mentre faccio un concerto, perché ho altro da fare, da pensare: devo interpretare, suonare a tempo e intonato. Devo fare una serie di azioni che non sono contestualizzate al luogo. Ecco lì c’è il cuore della persona, suonare bene sia a Sorrento, nel Chiostro, che in una piazza dove potrebbero manifestarsi dei disagi.

Se dovessi identificare una musica con il cuore quale sceglieresti?
È difficile! È come quando qualcuno dice “Quella è la canzone del nostro amore.” Per lui è la canzone dell’amore, per me potrebbe essere stata una sofferenza suonarla. Chi non è esecutore va a contestualizzare la melodia, ma la musica è fatta da melodia, armonia e ritmo. La melodia è la prima cosa che arriva. È come dire qual è il brano più bello? Il brano più bello è l’ultimo che ho suonato, dico sempre.

Cos’è per te il cuore?
Il cuore come organo è la cosa più importante, forse, da tenere a bada.
Il cuore inteso come emozione ha tante sfaccettature.
Il cuore può essere amore, può essere anche odio, può essere rabbia, esistono moltissime definizioni, sapere qual è quella giusta è veramente un problema. Che poi il cuore è collegato con il cervello, noi diciamo sempre: “E’ una questione di cuore”, ma il cervello, altro che cuore!

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